Agrivoltaico a Bolzano: Inaugurato un Impianto da 70 kW

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Nelle campagne di Ora, a sud di Bolzano, è stato inaugurato uno dei più avanzati impianti agrivoltaici d’Europa.
Si tratta di una struttura sperimentale che unisce la produzione di energia rinnovabile con la coltivazione di meleti, in un progetto pensato per promuovere soluzioni sostenibili e replicabili.
Il cuore dell’iniziativa è l’equilibrio tra agricoltura e tecnologia, un obiettivo perseguito con rigore scientifico nell’ambito del progetto europeo Symbiosyst, finanziato da Horizon Europe.
Tecnologia tra i Filari
L’impianto si estende su una superficie di 3.000 metri quadrati e ospita 13 filari di meleti sormontati da moduli fotovoltaici installati a un’altezza di 4,80 metri.
I pannelli, montati su inseguitori solari di ultima generazione, seguono il movimento del sole per massimizzare la produzione di energia.
La loro struttura in acciaio corten è stata progettata per resistere a forti raffiche di vento e integrarsi esteticamente con il paesaggio agricolo.
La scelta dell’altezza è stata pensata per permettere sia il passaggio di macchinari agricoli, sia la crescita delle piante sottostanti.
Un altro elemento distintivo è la varietà di moduli utilizzati: l’impianto è suddiviso in tre aree, ciascuna con pannelli a diverso grado di trasparenza, posizionati su due differenti tipologie di meleti, a seconda della distanza tra le file.
In tal modo è possibile studiare l’influenza dei pannelli su diversi modelli di coltivazione, un aspetto fondamentale per valutare la compatibilità tra produzione energetica e resa agricola.
Monitoraggio e Analisi Ambientale
Uno degli obiettivi del progetto è raccogliere dati utili per sviluppare buone pratiche agrivoltaiche. Per questo, l’impianto è stato dotato di una rete di sensori e strumenti di rilevazione distribuiti a varie altezze, sia sopra che accanto agli alberi.
I dispositivi permetteranno di monitorare con precisione numerosi parametri ambientali:
- Radiazione solare utile alla fotosintesi
- Irradianza e albedo del suolo
- Temperatura e umidità dell’aria e del terreno
- Velocità e direzione del vento
- Quantità di precipitazioni
I dati raccolti saranno analizzati dal Centro di Sperimentazione Laimburg, che si concentrerà sugli effetti dell’impianto sulla crescita e la produttività dei meleti.
Verranno misurati l’accrescimento delle piante, la fioritura, il fabbisogno idrico e la qualità dei frutti, per capire se e come la presenza dei pannelli possa migliorare (o eventualmente compromettere) le prestazioni agricole.

Un Progetto Condiviso
Il terreno su cui sorge l’impianto è stato messo a disposizione dall’Agenzia del Demanio della Provincia di Bolzano.
Le scelte tecniche e agronomiche sono frutto di un lavoro congiunto tra Eurac Research, il Centro Laimburg e l’Unione Agricoltori Sudtirolesi (Südtiroler Bauernbund), con l’obiettivo di garantire che le esigenze dell’agricoltura non venissero sacrificate.
Anche la compatibilità con strutture già presenti, come i sostegni per i meli e le reti antigrandine, è stata attentamente valutata in fase progettuale.
Alla realizzazione ha contribuito anche EF Solare Italia, uno dei principali operatori europei nel settore fotovoltaico.
L’azienda ha messo a disposizione la sua esperienza decennale nell’agrivoltaico per progettare un impianto in grado di valorizzare ogni metro quadrato, in una logica di sinergia tra produzione energetica e agricola.
L’impianto è perfettamente conforme ai criteri tecnici previsti dal Decreto Ministeriale n. 436/2023 che disciplina gli impianti agrivoltaici innovativi finanziati dal PNRR.
Obiettivi e Prospettive Future
Il progetto non punta solo a produrre energia, ma anche a guidare l’evoluzione dell’agrivoltaico in Europa.
Secondo la Commissione Europea, coprire appena l’1% della superficie agricola con impianti simili potrebbe essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati al 2030 per il fotovoltaico.
L'impianto di Ora diventa quindi un laboratorio a cielo aperto per studiare le implicazioni, i vantaggi e le criticità di questa tecnologia. Tra i possibili benefici in agricoltura, alcuni meritano particolare attenzione:
- Protezione dei frutti da scottature solari grazie all’ombra parziale
- Riduzione dell’evaporazione e quindi del consumo d’acqua
- Potenziale miglioramento della qualità della produzione
- Ottimizzazione dell’uso del suolo con doppia funzione produttiva
Il bilancio tra pannelli installati e superficie agricola utilizzata resta delicato. È necessario garantire che il terreno resti produttivo dal punto di vista agricolo, senza compromettere l’efficienza dell’impianto.
I risultati della prima stagione saranno disponibili entro fine anno, ma saranno necessari più cicli produttivi per una valutazione completa.
Il Contesto Altoatesino e l’Europa
In Alto Adige l’attenzione verso un’agricoltura moderna, resiliente e sostenibile è alta. Le istituzioni locali vedono in progetti come questo un modello da replicare.
L’assessore provinciale all’Agricoltura Luis Walcher ha sottolineato l’importanza di coniugare innovazione tecnologica e tradizione agricola, mentre l’assessore all’Energia Peter Brunner ha annunciato che presto saranno approvate nuove norme provinciali che regolamenteranno in modo uniforme gli impianti agrivoltaici, in linea con il Piano Clima 2040, che prevede 500 megawatt di capacità produttiva netta nel settore agricolo.
L'impianto fa parte del progetto Symbiosyst, che vede coinvolti 16 partner europei, durerà quattro anni e prevede anche la realizzazione di due ulteriori impianti pilota: uno in Spagna, su coltivazioni orticole, e uno nei Paesi Bassi, sopra una serra. L’obiettivo è confrontare contesti diversi per ottenere indicazioni concrete e replicabili.
Oltre agli aspetti tecnici, Symbiosyst analizza anche l’impatto sociale e paesaggistico dell’agrivoltaico.
È fondamentale, infatti, ascoltare le comunità locali, affrontare le preoccupazioni legate al paesaggio e studiare misure compensative per la biodiversità.
Il messaggio è chiaro: l’energia solare e l’agricoltura non sono più mondi separati. L’agrivoltaico può diventare un’opportunità concreta per le aziende agricole, purché la sostenibilità resti al centro delle scelte progettuali.
