Agrivoltaico: Alleato Contro la Siccità

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La siccità è diventata una realtà implacabile che mette in ginocchio agricoltori e allevatori. Non è più solo una questione di aridi mesi estivi, ma un'emergenza persistente che minaccia la nostra sicurezza alimentare e il nostro paesaggio.
In questo scenario è fondamentale trovare soluzioni innovative e una di queste, forse la più promettente, è l'agrivoltaico: l'integrazione intelligente tra produzione di energia solare e pratiche agricole.
L'agrivoltaico sta dimostrando sul campo di poter aumentare la resilienza dei sistemi produttivi agricoli di fronte ai cambiamenti climatici. In questo articolo esploreremo come l'agrivoltaico stia trasformando l'agricoltura italiana, offrendo una speranza concreta per un futuro più sostenibile e produttivo.
Agrivoltaico Contro la Siccità Italiana
L'Italia si trova ad affrontare un'emergenza idrica sempre più pressante, con diverse regioni colpite da una siccità drammatica che mette a dura prova agricoltori e allevatori.
Persino colture tradizionalmente resilienti come i fichi d'India mostrano segni di sofferenza a causa della scarsità d'acqua e delle temperature elevate.
Alessandra Scognamiglio, ricercatrice ENEA e presidente dell'Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile (AIAS), sottolinea l'importanza e l'impatto positivo dell'agrivoltaico.
Nonostante le critiche e le perplessità, spesso legate all'impatto paesaggistico e alla presunta natura "sperimentale" della tecnologia, la letteratura scientifica offre un quadro ben diverso.
Negli ultimi vent'anni, la ricerca sull'agrivoltaico ha visto un incremento esponenziale, con un aumento di oltre il 18% annuo nel numero di studi pubblicati, dimostrando una forte attenzione da parte della comunità scientifica e la crescente consapevolezza del suo potenziale.
I Benefici Concreti dell'Agrivoltaico
Il riconoscimento dei benefici potenziali dell'agrivoltaico sui futuri sistemi agricoli è ormai consolidato. In particolare, la sua capacità di incrementare la produzione di cibo in climi aridi è un punto di forza. I vantaggi non si limitano alle sole zone marginali, ma si estendono anche alle aree che stanno sperimentando problemi crescenti legati alla siccità diffusa e frequente.
La protezione offerta dai moduli fotovoltaici crea un microclima più favorevole per le colture, riducendo la variabilità delle condizioni climatiche e fornendo protezione meccanica e ombreggiamento. Ciò si traduce in una potenziale migliore produzione, sia in termini di quantità che di qualità dei prodotti agricoli e in un significativo risparmio idrico.
L'ombra proiettata dai pannelli riduce l'evaporazione dell'acqua dal terreno, diminuendo il fabbisogno idrico delle piante e contribuendo in modo sostanziale alla sostenibilità delle pratiche agricole in contesti di scarsità.
Un esempio lampante del successo dell'agrivoltaico si riscontra nei vigneti. In paesi come la Francia e l'Italia, dove la produzione agricola ha subito un calo generale a causa degli effetti del cambiamento climatico (ondate di calore, gelate tardive ed eventi estremi) l'impiego dell'agrivoltaico ha portato a un incremento della resa dell'uva coltivata sotto i moduli fotovoltaici.
I dati dimostrano chiaramente come l'integrazione della tecnologia possa non solo mitigare gli effetti negativi del clima, ma anche migliorare attivamente la produttività.
Il campo di ricerca è vastissimo e sta esplorando anche combinazioni innovative, come l'agrivoltaico abbinato ai dissalatori. La combinazione consente di recuperare preziose risorse idriche per l'agricoltura senza inquinare l'aria o consumare idrocarburi, rappresentando una soluzione altamente sostenibile per le regioni costiere e quelle con accesso limitato all'acqua dolce.

Impatto Visivo e Progetti Innovativi
Nonostante i chiari benefici, l'implementazione dell'agrivoltaico incontra ancora resistenze, spesso alimentate da preoccupazioni legate all'impatto paesaggistico. Comitati sorti in diverse parti d'Italia cercano di ostacolare i progetti, come dimostra il caso di un produttore di uve pregiate in Veneto costretto a rimuovere i pannelli dal proprio vigneto.
La percezione comune è che, oltre al prodotto agricolo, si venda anche il paesaggio e che impianti fotovoltaici ed eolici siano incompatibili con questa visione. Tuttavia, la necessità di decarbonizzare l'economia, elettrificare i consumi e ridurre le emissioni è impellente ed il tempo per agire è limitato.
L'Agenzia Nazionale ENEA ha studiato e sviluppato approcci per la riduzione degli impatti visivi degli impianti agrivoltaici.
Il criterio della "visibilità minima e massima verosimiglianza" funge da strumento di dialogo con i decisori locali, permettendo lo sviluppo di sistemi agrivoltaici che aderiscono a obiettivi di qualità specifici per ogni sito.
Un esempio concreto della visione integrata è un progetto descritto da Scognamiglio a Scalea. Qui, un impianto agrivoltaico a moduli fissi, con una potenza nominale di 18 kWp, è stato progettato con quattro file di moduli fotovoltaici distanziati di 5 metri all'interasse e collocati su strutture di supporto verticali ad un'altezza di circa 3 metri da terra, design che protegge efficacemente la coltura di agrumi sottostante.
La vera innovazione dell'impianto di Scalea risiede nell'utilizzo dell'energia generata dal fotovoltaico: essa viene impiegata per alimentare un sistema di dissalazione.
Legare la produzione di energia da agrivoltaico a opere di questo tipo non solo facilita la dimensione della sostenibilità economica e ambientale, ma rafforza anche la sostenibilità sociale, garantendo l'accesso a risorse vitali per le comunità locali.
L'agrivoltaico, dunque, non è solo una risposta all'emergenza idrica, ma un tassello fondamentale per un futuro agricolo più resiliente, produttivo e in armonia con l'ambiente e le esigenze del territorio.
