Bando Reddito Energetico 2025: Al Via le Domande dal 13 maggio
L’edizione 2025 del Reddito Energetico Nazionale è ufficialmente ai blocchi di partenza. A renderlo noto è stato il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) il 6 maggio, annunciando l’apertura del portale per l’invio delle richieste di incentivo a partire dalle ore 12:00 del 13 maggio.
Il programma, destinato a promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici domestici presso famiglie in difficoltà economica, riparte con importanti aggiornamenti normativi, un nuovo regolamento e uno stanziamento economico significativo.
Un Fondo Potenziato
Per il 2025 il Fondo Reddito Energetico mette a disposizione un budget complessivo di 103.166.077 euro, che verrà distribuito in base alla suddivisione geografica già adottata in precedenza. La quota principale, oltre 82 milioni di euro, sarà destinata alle regioni del Sud e Isole – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia – mentre i restanti 20,8 milioni saranno riservati alle altre regioni e province autonome italiane.
La distribuzione del budget conferma l’attenzione particolare verso le aree del Mezzogiorno, dove il rischio di povertà energetica è più marcato.
Il Fondo, aggiornato con un nuovo regolamento approvato il 2 maggio dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a replicare il successo della prima edizione, agevolando l’accesso al fotovoltaico per migliaia di famiglie.
Come Partecipare
Le richieste per ottenere l’incentivo potranno essere presentate esclusivamente online tramite il Portale REN del GSE, a partire dal 13 maggio e fino al 31 dicembre 2025, salvo esaurimento anticipato dei fondi.
La procedura adottata è quella dello sportello: le domande verranno valutate in ordine cronologico. Possono accedere direttamente i beneficiari oppure i Soggetti Realizzatori delegati (gli installatori), che potranno gestire tutta la procedura.
È fondamentale raccogliere in anticipo i dati richiesti: anagrafici, catastali, tecnici e legati alla fornitura elettrica. Inoltre, si dovrà autorizzare il GSE all’erogazione diretta del contributo in conto capitale al soggetto realizzatore dell’impianto.

Requisiti per le Famiglie
L’accesso al contributo è riservato esclusivamente alle famiglie in condizioni economiche svantaggiate. I criteri sono basati sull’ISEE, che deve essere:
- inferiore a 15.000 euro
- inferiore a 30.000 euro, ma solo per i nuclei con almeno quattro figli a carico.
Il valore ISEE verrà verificato sulla base della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata tramite i servizi digitali INPS.
Un ulteriore vincolo riguarda la fornitura elettrica: il beneficiario deve essere intestatario di un contratto con tariffa TD (tipica dei clienti domestici residenti) e deve avere residenza anagrafica nell’immobile per cui si chiede l’installazione. La potenza del contatore non deve superare i 6 kW.
Obblighi per gli Installatori
Per poter operare nell’ambito del Reddito Energetico, gli installatori devono rispettare diversi requisiti tecnici e contrattuali. Il più rilevante è l’obbligo di dotare ogni impianto fotovoltaico di un sistema di monitoraggio remoto, accessibile al beneficiario e protetto da aggiornamenti di sicurezza costanti.
Ogni installazione dovrà essere coperta da una polizza multi-rischi della durata di 10 anni, con possibilità di pagamento frazionato e disdetta annuale. La polizza dovrà includere anche i danni causati da eventuali attacchi informatici, garantendo così la massima protezione dell’investimento.
Come Viene Calcolato il Contributo?
Il processo per il riconoscimento del contributo in conto capitale è articolato in più fasi e si basa sul confronto tra vari parametri tecnici dell’impianto:
- Potenza Prenotata: dichiarata all’inizio della domanda.
- Potenza Verificata: ottenuta da bolletta o sistema informativo Acquirente Unico.
- Potenza Realizzata: rilevata a fine lavori tramite GAUDI (Terna), pari al valore minimo tra potenza dei pannelli e potenza dell’inverter.
- Potenza Ammissibile: calcolata come la potenza disponibile sul punto di prelievo aumentata del 10% + 700W.
Il contributo sarà riconosciuto solo per la potenza effettivamente realizzata, con una tolleranza massima di 200W rispetto a quanto prenotato. Questa flessibilità aiuta a gestire eventuali differenze tra progetto e installazione, dovute a disponibilità di componenti o scelte tecniche dell’ultimo minuto.
Una volta accettata la domanda e installato l’impianto, il GSE stipulerà un Contratto di Reddito Energetico della durata di 20 anni. Durante questo periodo, l’energia elettrica prodotta e non autoconsumata sarà ceduta al GSE, che la ritirerà immettendola in rete.
Il valore economico dell’energia ceduta non verrà però restituito al beneficiario, ma sarà reintrodotto nel Fondo REN per finanziare ulteriori interventi. Un modello circolare che mira a massimizzare la copertura nazionale del programma nel tempo.
Novità nel Regolamento 2025
Il nuovo regolamento del Fondo REN, aggiornato ufficialmente con decreto n. 124 del 28 marzo 2025, introduce semplificazioni e maggiore chiarezza nelle tempistiche. È stato infatti previsto l’obbligo, per il GSE, di pubblicare ogni nuovo bando con almeno 7 giorni di anticipo rispetto all’apertura delle domande.
Il Ministero dell’Ambiente, per bocca del ministro Gilberto Pichetto, ha sottolineato l’obiettivo strategico di questo intervento: “contrastare la povertà energetica e favorire la transizione energetica nelle fasce più vulnerabili della popolazione”.

