Comunità Energetiche: 586 Nuovi Progetti Finanziati
Oltre mezzo miliardo di euro stanziati, nuovi progetti ammessi, regole aggiornate e tempistiche più flessibili: l’ultimo decreto pubblicato dal Ministero dell’Ambiente conferma il forte impulso che le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno ricevendo grazie al PNRR.
I soggetti coinvolti sono sempre più numerosi e le opportunità per enti locali, cittadini e imprese si ampliano, anche in seguito all’allargamento dei criteri di accesso. Di seguito tutti i dettagli del nuovo decreto e del bando aggiornato, con focus sui contributi, le scadenze e le modalità operative previste.
I Nuovi Progetti Ammessi
Con il decreto n. 178 dell’11 giugno, pubblicato in data 18 luglio 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha ufficializzato l’ammissione a finanziamento di altri 586 progetti nell’ambito della misura PNRR dedicata alla promozione delle fonti rinnovabili tramite comunità energetiche e autoconsumo collettivo.
Si tratta di una nuova iniezione di risorse che porta il totale dei progetti ammessi a superare le 850 unità, considerando anche i 265 già approvati con il decreto n. 102 del 5 marzo.
Il finanziamento complessivo supera i 16,7 milioni di euro, e la potenza installata dai nuovi impianti supera i 37 MW, confermando il peso crescente delle CER nel processo di transizione energetica.
Ogni soggetto ammesso riceverà una comunicazione ufficiale via PEC, contenente l’atto d’obbligo da scaricare, firmare e caricare sulla piattaforma digitale predisposta. Il rispetto delle istruzioni operative, consultabili online, è essenziale per garantire l’effettiva assegnazione del contributo.
Il Ministero, in collaborazione con il GSE, è attualmente impegnato nella preparazione dei successivi decreti di concessione, che saranno pubblicati solo dopo la registrazione da parte degli organi di controllo.
Modifiche al Bando
Un’importante novità riguarda l’estensione della platea di beneficiari. Fino a poco tempo fa, l’accesso ai contributi in conto capitale era limitato ai Comuni con meno di 5.000 abitanti.
Con l’aggiornamento normativo del 17 luglio, il limite è stato portato a 50.000 abitanti e ha aperto le porte a un numero decisamente più ampio di territori.
L'ampiamento ha l’obiettivo di accelerare la diffusione delle CER anche in contesti urbani e semiurbani, incentivando lo sviluppo di impianti collettivi per l’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili.
L’accesso ai fondi è consentito per tutte le domande presentate dal 16 maggio 2025 in poi, data di entrata in vigore della modifica normativa.
In alternativa, è sufficiente che l’avvio dei lavori sia avvenuto dopo il 16 maggio ma prima dell’apertura del nuovo sportello, anche se la domanda formale non è stata ancora trasmessa: in tal caso è necessario allegare una dichiarazione che certifichi l’avvio nei termini stabiliti. Lo sportello resterà attivo fino al 30 novembre 2025.

Contributi Più Alti e Meno Vincoli
Un altro aggiornamento di rilievo riguarda la quota di anticipazione del contributo. La precedente soglia del 10% è stata portata al 30%, rendendo il sostegno economico più immediato e utile, soprattutto nella fase iniziale di realizzazione degli impianti.
La modifica in questione permette ai beneficiari di affrontare con maggiore serenità le spese iniziali legate ai lavori, al progetto e alle forniture. Inoltre, è stato eliminato un vincolo che penalizzava le persone fisiche, ossia la riduzione del contributo in caso di cumulo con altri incentivi.
Ciò rende più vantaggiosa la partecipazione anche per i cittadini e le famiglie, che possono così sommare più agevolazioni senza penalizzazioni, favorendo la nascita di configurazioni di autoconsumo diffuso a base residenziale.
Nuove Regole Operative
Il nuovo pacchetto normativo introduce anche una serie di perfezionamenti di carattere tecnico-operativo.
Ecco alcune delle principali modifiche apportate:
- sono state aggiornate le modalità per la richiesta di verifica preliminare di ammissibilità;
- chiariti dei casi in cui è possibile modificare il progetto o la configurazione della comunità energetica già approvata;
- sono stati indicati esempi concreti di finalità sociali a cui destinare eventuali surplus economici derivanti dalla tariffa premio;
- aggiornati i modelli di istanza da utilizzare per accedere ai contributi, semplificando e standardizzando il processo. Un passaggio importante, soprattutto per i soggetti meno esperti, che ora possono contare su un set di strumenti più chiari e coerenti.
Tutte le novità sono consultabili sul portale ufficiale del GSE e del Ministero.
Tempistiche e Scadenze
Il cronoprogramma aggiornato prevede ora un doppio binario temporale: i lavori di realizzazione dell’impianto devono essere completati entro il 30 giugno 2026, mentre l’entrata in esercizio vera e propria può avvenire entro il 31 dicembre 2027.
Le tempistiche aggiornate garantiscono maggiore flessibilità, tenendo conto delle difficoltà che possono emergere nella fase esecutiva, come ritardi nella fornitura di materiali o nei collegamenti alla rete.
In questo modo, viene salvaguardata la possibilità di completare progetti anche complessi, senza rischiare la perdita del contributo per ritardi non imputabili ai promotori. Una scelta che va incontro alle esigenze di Comuni, cooperative e piccole imprese che spesso operano con risorse limitate e tempi tecnici più lunghi.

