Comunità Energetiche: Nuovi Incentivi Nel Decreto Inviato Ad UE

Notificato a Bruxelles dal Ministro Dell'Ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, il decreto che mira a promuovere in maniera ancora più forte lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabile.
Sotto tutti gli incentivi e come fare domanda per ottenerli.
Il Decreto Notificato A Bruxelles
Il ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha notificato a Bruxelles un decreto per promuovere le comunità energetiche rinnovabili (Cer) attraverso nuovi sostegni per l'autoconsumo di energia rinnovabile.
La misura copre tutte le tecnologie rinnovabili e punta a dare il via a 15mila comunità energetiche.
Il decreto comprende due misure distinte:
- un incentivo per chi si associa alle comunità energetiche e uno stanziamento di 2,2 miliardi di euro per finanziare fino al 40% dei costi di nuovi impianti;
- potenziamenti di impianti esistenti nel territorio di comuni fino a 5mila abitanti.
Chi Può Accedere Ai Fondi?
La misura del Pnrr prevede incentivi per le comunità energetiche rinnovabili e i sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili, limitatamente ai Comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Gli impianti che desiderano accedere ai contributi devono essere avviati entro 18 mesi dalla data di presentazione della domanda e non oltre il 30 giugno 2026.
Per accedere ai finanziamenti, è necessario presentare una domanda esclusivamente tramite il sito web del GSE, come per le tariffe incentivanti.
Tutti Gli Incentivi Previsti Nel Decreto
L'Italia ha introdotto nuovi incentivi per promuovere l'ulteriore diffusione delle comunità energetiche rinnovabili (Cer) attraverso l'introduzione di sostegni per l'autoconsumo di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Questi incentivi si applicano agli impianti o interventi di potenziamento con una potenza nominale massima di 1 MW e sono divisi in tre fasce, a seconda della potenza:
- per gli impianti con una potenza fino a 600 kW, la tariffa è composta da un fisso di 60 euro per MWh più una parte variabile che non può superare i 100 euro per MWh;
- per gli impianti con una potenza compresa tra 200 kW e 600 kW, il fisso è di 70 euro più un premio che non può andare oltre i 110 euro per MWh;
- per gli impianti sotto o pari a 200 kW, il fisso è di 80 euro più una tariffa premio non superiore ai 120 euro per MWh.
L'incentivo ha una durata di 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto, tuttavia non è consentito l'accesso ai sostegni alle imprese in difficoltà o sottoposte a cause di divieto, decadenza o sospensione per effetto di misure di prevenzione.
È importante notare che per i potenziamenti, gli incentivi si applicano solo alla nuova sezione dell'impianto riconducibile all'intervento di potenziamento, sempre entro il limite di 1 MW.
L'introduzione di questi incentivi mira a incoraggiare gli italiani a sfruttare le fonti rinnovabili e a cogliere questa grande opportunità di sviluppo sostenibile.
Con un sostegno che copre tutte le tecnologie rinnovabili, dall'energia solare a quella eolica, dall'idroelettrico alle biomasse, si spera di promuovere una maggiore diffusione delle Cer in tutto il territorio nazionale.
I benefici fiscali offerti agli impianti di energia rinnovabile possono essere combinati con i finanziamenti in conto capitale, purché non superino il 40% del costo totale dell'investimento.
Tuttavia, è importante notare che le tariffe incentivanti non sono applicabili all'energia elettrica condivisa prodotta da impianti fotovoltaici che hanno accesso al cosiddetto "superbonus", un'altra forma di agevolazione fiscale che offre un credito d'imposta del 110% per la riqualificazione energetica degli edifici.

Cumulabilità Degli Incentivi
La possibilità di cumulare gli incentivi con i contributi in conto capitale è prevista fino ad un massimo del 40% del costo dell'impianto.
Tuttavia, si segnala che le tariffe incentivanti non sono applicabili all'energia elettrica condivisa sottesa alla quota di potenza degli impianti fotovoltaici che accedono al superbonus.
Quando e Come Presentare La Domanda
Il Gse aprirà l'ufficio per la presentazione delle richieste entro 60 giorni dalla data di emissione del presente decreto.
Per richiedere gli incentivi previsti dal decreto, la domanda di accesso deve essere presentata entro 90 giorni dall'entrata in esercizio dell'impianto attraverso il sito del Gse.
La richiesta deve essere accompagnata dalla documentazione necessaria per verificare il rispetto dei requisiti previsti.
Inoltre, è possibile richiedere al Gse una verifica preliminare di ammissibilità dei progetti, che è volontaria e non necessaria per l'accesso agli incentivi.
Il ministero dovrà poi approvare le regole operative entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Il Gse, Gestore dei Servizi Energetici, sarà il responsabile della gestione della misura.
Il termine ultimo per presentare le richieste è il 31 marzo 2025, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.
Se uno o più requisiti di ammissibilità vengono persi o se vengono fatte dichiarazioni mendaci nell'istanza di accesso al contributo o in qualsiasi fase della procedura, il contributo Pnrr, anche per i contributi a fondo perduto, sarà revocato.
Inoltre, se i tempi massimi previsti per la realizzazione degli interventi non sono rispettati, il contributo sarà revocato.
Come Viene Erogato il Contributo In Conto Capitale?
Il Gse concede fino al 90% del massimo contributo assegnato, diviso in diverse quote in base allo stato di avanzamento dei lavori e alle spese realmente sostenute e documentate.
La prima quota viene erogata al raggiungimento del 30% del completamento dei lavori, mentre la quota finale, pari al 10% del totale del contributo, viene rilasciata al momento della richiesta di rimborso finale presentata al Gse.
La richiesta deve attestare la conclusione dei progetti agevolati e la raggiunta realizzazione degli obiettivi previsti per la quota di competenza.
Spese Ammissibili e Limiti Per Finanziamento
Questo è l'elenco completo delle spese ammissibili:
- Acquisto e installazione di macchinari, impianti e attrezzature hardware e software, comprese le spese per la loro installazione e messa in esercizio;
- Progettazioni, indagini geologiche e geotecniche il cui onere è a carico del progettista per la definizione progettuale dell’opera;
- Connessione alla rete elettrica nazionale;
- Studi di fattibilità preventiva e spese necessarie per attività preliminari, incluse le spese necessarie alla costituzione delle configurazioni;
- Realizzazione di impianti a fonti rinnovabili (es. componenti, inverter, strutture per il montaggio, componentistica elettrica);
- Direzioni lavori e sicurezza;
- Fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo;
- Collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, di consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali all’attuazione del progetto;
- Opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell’intervento.
Le spese sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento. Il costo di investimento massimo per l’erogazione del finanziamento è il seguente:
- 1.500 euro per kilowatt per impianti fino a 20 kW;
- 1.200 euro per kW per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
- 1.100 euro per kW per potenze superiori a 200 kW e fino a 600 kW;
- 1.050 euro per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.
