Energy Release 2.0: Cosa Prevede Il Nuovo Decreto MASE
L’Energy Release 2.0 torna con una nuova architettura normativa pensata per coniugare sostegno alle imprese energivore e sviluppo delle rinnovabili.
Dopo mesi di confronto tra il Governo italiano e la Commissione Europea, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato il nuovo decreto che modifica profondamente la struttura del meccanismo.
Un Meccanismo In Due Tempi
La nuova configurazione dell’Energy Release si articola in due fasi distinte, ma strettamente connesse. Nella prima fase i grandi consumatori di energia, cioè le imprese energivore iscritte negli elenchi CSEA, ricevono dal GSE forniture di elettricità rinnovabile a un prezzo fisso di 65 €/MWh, tramite un Contract for Difference (CfD) finanziario bidirezionale della durata di tre anni.
Ciò consente alle aziende di beneficiare di un prezzo stabile per l’energia, indipendentemente dalle fluttuazioni del mercato. La disponibilità energetica sarà ripartita in quote mensili e assegnata in modo pro-rata, vista la domanda superiore alla disponibilità (24 TWh/anno).
È però nella seconda fase che emerge la vera novità: i beneficiari dovranno “restituire” l’energia ricevuta tramite la costruzione, diretta o delegata, di impianti a fonti rinnovabili.
La capacità da realizzare sarà pari al doppio dell’energia ottenuta nei primi tre anni, con un impegno contrattuale di 20 anni. La restituzione avverrà sempre tramite un CfD con il GSE al medesimo prezzo fisso di 65 €/MWh, ma solo per metà della capacità installata, mentre l’altra metà resterà libera sul mercato.
Apertura a Nuovi Soggetti
Per selezionare i soggetti incaricati della realizzazione degli impianti FER, il GSE avvierà una procedura competitiva aperta non solo alle aziende energivore, ma anche ad aggregatori, produttori indipendenti e terzi delegati.
L’obiettivo è stimolare una sana concorrenza e accelerare la costruzione di nuova capacità rinnovabile attraverso il coinvolgimento di operatori specializzati. I partecipanti dovranno presentare un’offerta di premio anticipato, che rappresenta l’importo richiesto per accettare l’impegno a costruire gli impianti richiesti.
Il decreto consente di proporre anche premi negativi, in un’ottica di ottimizzazione economica. In caso di aggiudicazione, il vincitore sottoscriverà un CfD ventennale con il GSE per il 50% dell’energia prodotta.
Un elemento chiave riguarda i produttori indipendenti, che potranno partecipare solo se dispongono già di autorizzazioni, connessione alla rete e conformità ambientale secondo il principio europeo del “Do No Significant Harm”.
Rimangono invece dei dubbi sulle garanzie economiche richieste a questi operatori: il testo definitivo chiarisce alcuni aspetti, ma non scioglie del tutto le ambiguità sul trattamento paritario rispetto agli aggregatori.

Obblighi Per Le Imprese Beneficiarie
Il nuovo decreto stabilisce con chiarezza che l’accesso all’energia calmierata comporta obblighi vincolanti, anche per chi non partecipa o perde la gara. In caso di mancata partecipazione, l’azienda viene comunque inserita in graduatoria con un’offerta virtuale pari al minimo ammesso, ma dovrà affidare la restituzione dell’energia a un produttore selezionato dal GSE, versandogli il premio marginale d’asta.
Chi partecipa ma non vince si trova in una posizione ancora più delicata: resta vincolato ai volumi richiesti e al prezzo d’asta, senza possibilità di rimodulare gli impegni nemmeno in caso di evoluzione favorevole dei mercati.
L’unico modo per evitare obblighi diretti è non partecipare, accettando comunque di coprire economicamente l’intervento tramite soggetti terzi. Se invece l’impresa energivora vince la gara, dovrà realizzare direttamente (o tramite accordo bilaterale con un produttore) la capacità rinnovabile prevista, senza ricevere premi.
Il CfD coprirà metà della produzione futura, al prezzo di 65 €/MWh, garantendo comunque una prospettiva di stabilità sul lungo periodo.
Barriere Normative Da Superare
Nonostante i vantaggi tecnologici e di mercato, il pieno sviluppo dei sistemi ibridi è ostacolato da una serie di vincoli normativi.
In molti Paesi europei, le regole sugli incentivi vietano la ricarica delle batterie da rete, rendendo impraticabili modelli di business come l’arbitraggio. Inoltre, l’assenza di strumenti normativi che incentivino l’ampliamento di impianti esistenti con sistemi di accumulo, la complessità delle procedure autorizzative e i doppi oneri di rete (per carica e scarica) penalizzano fortemente la redditività.
Anche la gestione delle Garanzie di Origine (GO) rappresenta un nodo cruciale: attualmente, se un impianto vende energia rinnovabile con certificato GO, non può più caricare energia dalla rete nel proprio sistema di accumulo.
Soluzioni di misurazione avanzata e tracciabilità già disponibili potrebbero permettere una distinzione chiara tra energia rinnovabile e non, aprendo così la strada a nuovi modelli contrattuali come i PPA baseload o pay-as-produced.
Per sbloccare davvero il potenziale degli impianti ibridi serve un aggiornamento urgente del quadro regolatorio europeo, orientato alla flessibilità e alla valorizzazione dei benefici sistemici di questi impianti.
Innovazione e Prospettive di Crescita
L’edizione 2025 di Intersolar Europe ha confermato che gli impianti ibridi non sono più un’opzione sperimentale, ma una componente centrale del futuro energetico. La combinazione tra fotovoltaico e accumulo rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per superare le attuali fragilità del sistema elettrico, aumentare la resilienza della rete e favorire un utilizzo più efficiente dell’energia prodotta.
A rendere ancora più promettente questo scenario contribuiscono i progressi tecnologici come inverter grid-forming e software di gestione integrata e la possibilità concreta di integrare più fonti di reddito nello stesso impianto.
Perché gli impianti ibridi possano affermarsi come nuovo standard del settore, è indispensabile che le istituzioni forniscano un supporto normativo coerente, favorendo l’adozione su larga scala e garantendo un contesto competitivo e sostenibile per gli operatori.
La prossima edizione della fiera, prevista dal 23 al 25 giugno 2026, sarà un’occasione chiave per valutare i progressi compiuti e le nuove frontiere dell’ibridazione energetica in Europa e nel mondo.

