Italia e Rinnovabili: Opportunità e Ostacoli per la Transizione Verde
L’Italia si conferma uno dei mercati più interessanti per lo sviluppo delle energie rinnovabili, grazie alla combinazione di misure a tutela della redditività degli investimenti e strumenti per affrontare sfide come lo storage e la gestione delle connessioni alla rete, nonostante il contesto normativo e regolatorio rimanga complesso.
Questo articolo analizza le principali tematiche discusse durante la tavola rotonda alla presentazione dell'Irex Report tra gli operatori del settore, evidenziando criticità, opportunità e prospettive per il prossimo futuro.
Il Nodo delle Connessioni e della Rete
Un tema emerso con forza nel dibattito è quello della saturazione virtuale delle connessioni alla rete elettrica. La proposta di riforma contenuta nel decreto Bollette è stata ritirata anche se è in corso la preparazione di un intervento strutturato e più ampio che coinvolga anche le reti di distribuzione.
Secondo quanto riferito da Terna, un tavolo tecnico è attivo con Mase, distributori e operatori per definire un nuovo modello. L’idea di adottare un sistema ispirato all’open season, usato nel settore del gas, viene giudicata da molti poco adatta ai micro-investimenti distribuiti tipici del fotovoltaico e dell’eolico.
Si pensa quindi a un attento bilanciamento tra esigenze tecniche, tempi autorizzativi e tutela dell’equità di accesso, per evitare che le nuove regole favoriscano solo pochi attori. Il rischio è che molti progetti già avviati debbano essere ridimensionati o addirittura cancellati, con conseguenze legali e ricorsi annunciati.
A preoccupare è anche la gestione del periodo transitorio, in particolare per chi ha già investito sulla base di strumenti in vigore come l’Energy Release.
Fer X e Meccanismi di Supporto
La prima asta del Fer X transitorio, prevista entro giugno, è un banco di prova per testare l’efficacia del nuovo sistema. Le critiche però non mancano: il prezzo minimo d’esercizio fissato a 70 €/MWh viene considerato inadeguato da molti operatori, specie per l’eolico.
L’incremento dei costi di costruzione (passati da 1 milione a 1,6-1,7 milioni al MW negli ultimi anni) rende questi valori economicamente insostenibili per molte iniziative. I principali problemi segnalati dagli operatori includono:
- prezzi d’asta troppo bassi rispetto al reale LCOE;
- meccanismo di assegnazione del contingente che penalizza le offerte sopra soglia;
- assenza di visibilità oltre il 2025, con incertezza sugli strumenti successivi (Fer X a regime e Fer Z).
Anche se questa prima gara potrebbe comunque vedere offerte per liberare progetti autorizzati da anni, la mancanza di continuità nel sistema di supporto è un problema strutturale che rischia di frenare nuovi investimenti.

Opportunità dallo Storage e dal Repowering
Nonostante le criticità, il quadro generale rimane positivo per il mercato italiano, considerato da molti investitori tra i più sicuri d'Europa. Ciò grazie a un insieme di misure che vanno nella direzione giusta:
- Energy Release,
- nuovi contratti per differenza (Cfd),
- Fer X e Fer Z,
- oltre a incentivi per lo storage come il capacity market e il Macse.
In particolare, si sottolinea la necessità di sviluppare anche sistemi di accumulo di lunga durata, essenziali per affrontare periodi prolungati di prezzi negativi.
Tra le opportunità più interessanti c’è il repowering degli impianti esistenti. Secondo le stime presentate da Elettricità Futura, dal solo emendamento al decreto Bollette sul repowering eolico potrebbero arrivare 6 GW di nuova potenza, mentre se si estendesse la misura al fotovoltaico si potrebbero sbloccare altri 15 GW, ai quali si aggiungono i 26 GW di impianti già autorizzati.
In totale, circa 40 GW potrebbero essere realizzati senza necessità di nuove connessioni, solo attraverso interventi su infrastrutture esistenti: un’opportunità concreta per accelerare la transizione riducendo al minimo l’impatto ambientale e burocratico.
Prezzi, Domanda e Competitività
Resta aperto il dibattito sull’evoluzione della domanda elettrica. Alcuni analisti mettono in discussione le previsioni di crescita legate alla diffusione di auto elettriche, pompe di calore e data center, sottolineando l’incertezza di questi mercati.
Allo stesso tempo, si assiste a un fenomeno crescente di cannibalismo dei prezzi catturati, che in altri Paesi come la Spagna ha già messo in crisi numerosi operatori. In questo contesto, i meccanismi italiani come i Cfd sono ritenuti strumenti cruciali per dare stabilità ai ricavi.
È paradossale, secondo alcuni, rifiutare tariffe a 80 €/MWh quando il PUN si aggira intorno ai 100 €/MWh. Inoltre, il dibattito sul caro energia viene riletto da alcuni osservatori come un tema più politico che reale: l’Italia ha costi solo leggermente superiori alla media europea, e molte aziende energivore beneficiano già di tariffe speciali.
L’Italia, nonostante le criticità legate a sentenze, ritardi normativi e meccanismi di asta discutibili, resta un mercato solido e con margini di crescita rilevanti. La presenza di strumenti evoluti per la gestione dei prezzi, il supporto allo storage e le opportunità derivanti dal repowering rendono il nostro Paese più resiliente rispetto ad altri mercati in difficoltà.
Per garantire continuità e attrattività sarà però fondamentale rafforzare il quadro regolatorio, semplificare i processi autorizzativi e offrire una visione chiara e stabile degli incentivi a medio-lungo termine. Solo così le rinnovabili potranno essere davvero il motore della transizione energetica italiana.

