PNRR 2026: Quali Incentivi Per CER ed Agrivoltaico?

Il Governo ha messo a punto un nuovo decreto collegato al PNRR 2026 con l’obiettivo di assicurare il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, introducendo misure a favore delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione.
Il testo, allo studio dell’Esecutivo, contiene un pacchetto di interventi che coinvolge direttamente Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), sistemi agrivoltaici e impianti di biometano, oltre ad altre linee di finanziamento su tecnologie strategiche.
Più fondi e Nuove Scadenze per le CER
Una delle novità più attese riguarda il rifinanziamento dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili, strumento chiave per diffondere produzione energetica distribuita e condivisione dell’energia.
Dopo la riduzione drastica delle risorse nel 2025, con un taglio di 1,4 miliadi di euro, che aveva generato un gap tra progetti presentati e fondi disponibili, il decreto prevede un nuovo programma di contributi in conto capitale per sostenere gli investimenti delle CER.
La dotazione finanziaria prevista ammonta a 795,5 milioni di euro, accompagnata da scadenze operative stringenti per la sottoscrizione degli accordi di finanziamento e per la realizzazione degli impianti.
Una quota significativa delle risorse è riservata alla costituzione di contratti di finanziamento e alla piena realizzazione degli impianti.
Il nuovo quadro definisce anche tempistiche stringenti per la firma degli accordi con i beneficiari e l’attivazione effettiva degli impianti.
Incentivi Fondo Perduto Per Agrivoltaico
Il decreto introduce misure dedicate all’agrivoltaico, segmento ormai riconosciuto come strategico per combinare produzione di energia rinnovabile e attività agricola.
Per stimolare la diffusione di sistemi agrivoltaici, è prevista una specifica linea di contributi a fondo perduto gestiti dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che sostituirà il Ministero dell’Ambiente nel rapporto con le imprese beneficiarie.
La dotazione messa in campo per l’agrivoltaico supera il miliardo di euro, con l’obiettivo di facilitare la realizzazione di impianti di taglia anche significativa e di creare un ponte tra l’agroenergia e l’utilizzo della terra in chiave sostenibile.
Gli incentivi saranno legati a regole operative che il GSE è chiamato a emanare entro un termine prefissato; entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge, il GSE sarà infatti chiamato a pubblicare le Regole Operative, che definiranno criteri di accesso, modalità di presentazione delle domande e obblighi in fase di realizzazione

Spinta al Biometano
Un capitolo importante del decreto riguarda gli investimenti nel biometano, fonte rinnovabile utile per decarbonizzare i consumi nei trasporti e nei processi industriali.
Sono stanziati 2,236 miliardi di euro per sostenere la costruzione e la conversione di impianti a biometano, con un’attenzione particolare alle infrastrutture che valorizzano gli scarti agricoli e organici.
La gestione dei finanziamenti per questo segmento, come per l’agrivoltaico, è affidata al GSE, che dovrà pubblicare le regole operative e definire i criteri per l’assegnazione delle risorse.
Per non perdere i fondi europei, la normativa fissa anche scadenze precise per la sottoscrizione dei contratti e la messa in esercizio degli impianti entro un arco di tempo definito dagli strumenti del PNRR.
Altri Contenuti del Decreto
Oltre alle misure energetiche su CER, agrivoltaico e biometano, il provvedimento contiene anche interventi normativi minori per garantire la continuità di progetti già avviati nel settore della decarbonizzazione industriale, come quelli legati all’idrogeno nei settori difficili da abbattere (“hard-to-abate”).
Nel complesso, il decreto rappresenta una spinta significativa per accelerare l’attuazione degli investimenti previsti dal PNRR nella transizione energetica, introducendo strumenti di governance più chiari e stanziamenti aggiuntivi per settori strategici.
Le Scadenze: Un Cronoprogramma Stringente per CER e Agrivoltaico
Il decreto PNRR 2026 non lascia margini di manovra sul fronte temporale. Le misure dedicate a Comunità Energetiche Rinnovabili e agrivoltaico sono accompagnate da un cronoprogramma serrato, pensato per garantire il rispetto delle milestone europee e l’effettiva messa a terra degli investimenti.
Le tempistiche fissate dal provvedimento impongono una capacità di esecuzione immediata da parte di sviluppatori, enti locali e soggetti promotori.
Entro il 30 giugno 2026 dovranno essere formalizzati gli accordi di finanziamento e definiti in modo completo i progetti, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello amministrativo.
Una scadenza che di fatto chiude la fase di impostazione e selezione delle iniziative. Entro 24 mesi dalla sottoscrizione degli accordi, gli impianti dovranno risultare pienamente realizzati, operativi e connessi alla rete.
Il rispetto di questo termine è condizione essenziale per non incorrere nella revoca dei contributi e nel disimpegno delle risorse PNRR.
