Vaticano e Italia Insieme Per un Maxi Impianto Agrivoltaico

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Italia e Santa Sede hanno formalizzato un accordo finalizzato alla costruzione di un grande impianto agrivoltaico nella tenuta vaticana situata a Santa Maria di Galeria, nei pressi di Roma.
Il progetto mira ad alimentare tramite le energie rinnovabili il fabbisogno energetico del Vaticano; l'energia non utilizzata verrà immessa nella rete elettrica italiana, senza che l’impianto acceda a incentivi o sussidi statali.
Finalità Principali Del Progetto
L'impianto agrivoltaico ha due obiettivi essenziali: fornire energia pulita agli edifici del Vaticano, oltre a quelli extraterritoriali come le basiliche, e promuovere un modello che integri produzione solare, coltivazione del suolo e allevamento con minimo impatto ambientale.
I pannelli solari saranno montati su supporti elevati per consentire l’uso agricolo del terreno sottostante.
Il disegno di legge di ratifica A.S. 1622, presentato l’11 agosto al Senato, stabilisce il quadro giuridico dell’iniziativa, inclusi i rapporti tra Stati, la connessione alla rete nazionale italiana e lo status particolare attribuito all’impianto.
I cinque articoli che compongono l’intesa prevedono che l’impianto segua le disposizioni degli articoli 15 e 16 dei Patti Lateranensi, con immunità diplomatica, esenzione da tributi e protezione contro l’esproprio per pubblica utilità.
Produzione Energetica e Gestione Degli Scambi
Il Vaticano preleverà l’energia necessaria per le proprie esigenze, inclusi i territori extraterritoriali. L’eccesso di energia prodotta confluirà nella rete italiana, senza oneri fiscali per il Vaticano.
Per gestire la produzione, la distribuzione e le eccedenze, verrà creato un organismo paritetico in cui Italia e Santa Sede collaboreranno.
Rientra nei compiti dell’organo anche la definizione delle modalità di contabilizzazione e l'individuazione di utilizzi sociali delle eccedenze in favore delle comunità locali.
Tutela ambientale e Iter Parlamentare
Le autorità vaticane garantiranno che la realizzazione rispetti il più possibile l’integrità del suolo, la vocazione agricola dell’area e la salvaguardia del patrimonio paesaggistico e culturale.
Il disegno di legge deve ottenere l’approvazione da diverse commissioni parlamentari, tra cui quelle di Ambiente, Cultura, Finanze e Industria, prima di diventare definitivo. Nessun onere finanziario grava sul bilancio dello Stato italiano.
